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	<title>Viva la Sinistra</title>
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	<description>Il comunismo e i movimenti di sinistra in Italia</description>
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		<title>Il comunismo in Italia dal &#8217;46 ai giorni nostri</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 17:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>polisini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attualmente in Italia occorre parlare di centro-sinistra per indicare l’area politica che si ispira ai valori storici del comunismo. Spostandoci dall’estrema sinistra verso il centro troviamo il Partito dei Comunisti Italiani (Pdci) di Oliviero Diliberto, Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) che ha come leader Nichi Vendola, e il Partito Democratico (Pd) di Pier Luigi Bersani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-39" title="Repubblica Italiana" src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/10/Italienische_Republik.jpg" alt="Comunismo in Italia" width="198" height="232" /><strong>Attualmente in Italia occorre parlare di centro-sinistra per indicare l’area politica che si ispira ai valori storici del comunismo. Spostandoci dall’estrema sinistra verso il centro troviamo il Partito dei Comunisti Italiani (Pdci) di Oliviero Diliberto, Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) che ha come leader Nichi Vendola, e il Partito Democratico (Pd) di Pier Luigi Bersani.</strong><span id="more-38"></span></p>
<h2>Dal ’46 agli anni ‘70</h2>
<p>Il Pci nel 1946 aveva quasi due milioni di iscritti. Partecipò ai governi del Dopoguerra assieme alla Dc e al Psi sino al maggio del 1947. Negli anni che seguirono, in piena guerra fredda, il partito non modificò l’impostazione del proprio programma approvata col congresso del 1946 e durante il quale fu delineato il percorso dell’Italia verso il socialismo. Continuò perciò a sviluppare la propria battaglia sul terreno democratico, a differenza di quanto accadeva nel partito sovietico, proprio al fine di difendere e attuare la Costituzione repubblicana. Anche dopo la morte di Togliatti e l’assegnazione della segreteria a Luigi Longo, la linea del partito restò immutata puntando alla strategia delle riforme. L’ala sinistra del partito si schierò contro questa linea politica e la polemica interna esplose nel 1968.</p>
<h2>Tra compromesso storico e la scissione degli anni Novanta</h2>
<p>Nel ’78 il Pci entrò nella maggioranza di governo attribuendo la fiducia all’esecutivo di Andreotti. Erano gli anni del compromesso storico fortemente voluto dal segretario Enrico Berlinguer, che prevedeva sul piano interno il fronte politico comune con la Dc e sul fronte esterno la spaccatura con la linea politica dell’Urss. Nel 1979 però il Pci uscì dal governo a causa delle violente polemiche con il Psi in relazione all’assassinio di Aldo Moro e a divergenze sul piano ideologico. Nel 1980 Berlinguer propose un accordo di governo che ridimensionasse il potere della Dc e prevedesse l’unione delle sinistre con la partecipazione dei partiti laici. Il sorpasso del Pci sulla Dc si registrò nelle elezioni europee del 1984. Lo scioglimento del Pci avvenne il 3 febbraio 1991 trasformandosi sotto la guida di Achille Occhetto in Partito Democratico della Sinistra (Pds). Un’area minoritaria diede vita a Rifondazione Comunista (Prc) guidato da Fausto Bertinotti. Il resto è storia di oggi.</p>
<p>Immagine: maelena &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I grandi personaggi storici della sinistra in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 14:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>polisini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sinistra in Europa ha contribuito attraverso i suoi esponenti più rappresentativi alla trasformazione della società con profonde riflessioni ideologiche sul contributo della politica alla costruzione della giustizia sociale a vantaggio del proletariato e delle classi più deboli. Marx, Engels, Lenin, Togliatti, Luxemburg: sono solo alcuni dei protagonisti della Sinistra del XX secolo. Il Manifesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/10/lenin_denkmal.jpg" alt="Personaggi storici della sinistra" title="Lenin" width="300" height="198" class="alignleft size-medium wp-image-32" /><strong>La Sinistra in Europa ha contribuito attraverso i suoi esponenti più rappresentativi alla trasformazione della società con profonde riflessioni ideologiche sul contributo della politica alla costruzione della giustizia sociale a vantaggio del proletariato e delle classi più deboli. Marx, Engels, Lenin, Togliatti, Luxemburg: sono solo alcuni dei protagonisti della Sinistra del XX secolo.</strong><br />
<br /></br><span id="more-31"></span></p>
</p>
<h2>Il Manifesto del partito operaio</h2>
<p>Padri dell’ideologia socialista in Europa furono Karl Marx e Friedrich Engels. Marx era un filosofo e politico tedesco che fondò con Engels il socialismo scientifico, teoria per cui il proletariato è la classe rivoluzionaria dell’età contemporanea, destinata ad abbattere il potere borghese e a sostituirlo con lo stato socialista. I due redassero nel 1948 il programma del primo partito operaio moderno, cioè il Manifesto del Partito Comunista. Nel 1867 inoltre Marx scrisse la sua opera più famosa, il “Capitale”, in cui analizzò il modello di produzione capitalistico.</p>
<h2>La Sinistra nel Novecento</h2>
<p>Uno degli uomini più rappresentativi della storia della Sinistra italiana è Palmiro Togliatti. Tra i massimi dirigenti del Pci, che fondò e guidò dal 1927 fino alla sua morte, Togliatti ne guidò la trasformazione da partito di élite a partito di massa. Egli fu un antifascista, promotore della Resistenza e membro dell’Assemblea Costituente. Stalin gli offrì la carica di segretario del Comintern, ma Togliatti rifiutò la proposta per restare alla guida del partito italiano. Nel 1948 venne ferito da tre colpi di pistola mentre, assieme alla sua giovane compagna Nilde Iotti, usciva da Montecitorio. In Germania si deve a Rosa Luxemberg la fondazione del Partito Comunista nel 1919. La Luxemberg, che era una rivoluzionaria di origini polacche ed ebree, venne assassinata dai soldati governativi assieme a Liebknech nel corso della “rivolta di gennaio”. La Russia è stata terra fertile per il socialismo sin dai primi anni del Novecento. Tra i vari esponenti della Sinistra russa, è doveroso citare Lenin. Uomo politico e filosofo, Lenin era ancora un ragazzo quando iniziò a interessarsi ai problemi della classe operaia attraverso la lettura del Capitale. Fondò la corrente bolscevica del partito socialista russo e divenne il leader della Russia sovietica.</p>
<p>Illustrazione: Imagemaker &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Enrico Berlinguer: l’uomo della classe operaia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 10:28:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Enrico Berlinguer fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, anno della sua morte. Sebbene fosse nato in una famiglia della nobiltà terriera sassarese e fosse cresciuto, grazie al lavoro del padre che era avvocato e deputato socialista, frequentando un ambiente culturalmente elevato, Berlinguer è conosciuto come il rappresentante politico degli operai. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-28" title="Operaio" src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/10/arbeiter_manager.jpg" alt="Enrico Berlinguer" width="300" height="200" /><strong>Enrico Berlinguer fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, anno della sua morte. Sebbene fosse nato in una famiglia della nobiltà terriera sassarese e fosse cresciuto, grazie al lavoro del padre che era avvocato e deputato socialista, frequentando un ambiente culturalmente elevato, Berlinguer è conosciuto come il rappresentante politico degli operai.</strong><br />
<br/><br/><span id="more-27"></span></p>
<p><br/></p>
<h2>Il pensiero politico</h2>
<p>La prima elezione alla Camera dei Deputati risale al 1968 e in quell’anno, passato alla storia per le lotte del movimento studentesco, Berlinguer cercò di rappresentare al meglio la corrente popolare del partito. Alla conferenza internazionale del Pci a Mosca nel 1969 si trovò in disaccordo con lo schieramento sovietico e decise di non firmare il rapporto finale, biasimando gli scontri di Praga. Nel pieno degli “anni di piombo” Berlinguer sostenne la linea della fermezza condannando i tanti che, nel suo stesso partito, non combattevano per i diritti della operai ma remavamo contro la pacificazione del paese, dando loro l’appellativo di nuovi fascisti, organizzatori di un nuovo squadrismo avente come bersaglio principale il movimento operaio e il Pci. Berlinguer pensava che il privilegio andasse combattuto e distrutto ad ogni costo; che i poveri, gli emarginati e gli svantaggiati dovevano avere maggiori possibilità di far sentire la propria voce, avere un maggior peso nelle decisioni politiche prese, essere difesi e avere la possibilità di cambiare la propria condizione. I bisogni sociali e umani, spesso ignorati, dovrebbero essere, secondo il pensiero del politico, invece soddisfatti con priorità rispetto ad altri. La professionalità e il merito sempre premiati e la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica sempre garantita. Un pensiero, quello di Berlinguer, ancora oggi attualissimo.</p>
<h2>Gli operai</h2>
<p>Berlinguer era convinto che in piena crisi economica degli anni ’70 sarebbero state le classi più deboli, come gli operai, a pagare lo scotto dei conti statali in rosso. Egli sostenne la linea dell’austerity non finalizzata alla riproposizione dello stesso modello di sviluppo socio-economico, ma al ribaltamento del modello capitalistico e del suo immobilismo. Secondo Berlinguer la lotta per il lavoro porta all’uomo la dignità e che il segreto per sfuggire al vecchio ordine fondato sul privilegio e l’ingiustizia è unirsi, fare rete: studenti, giovani e lavoratori.</p>
<p>Immagine: Helder Almeida &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Storia della sinistra italiana: un governo più vicino alla società civile</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 09:06:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ il 1876 quando, per la prima volta in Italia, si parla di sinistra in senso politico. E’ questo il periodo della sinistra storica al potere. Ad Agostino Depretis, leader politico incaricato da re Vittorio Emanuele di formare il nuovo governo, succedono negli anni a seguire Francesco Crispi e Giovanni Giolitti. L’avvento della sinistra porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/08/kommunist.jpg" alt="La sinsitra in Italia" title="comunismo" width="190" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-22" /><strong>E’ il 1876 quando, per la prima volta in Italia, si parla di sinistra in senso politico. E’ questo il periodo della sinistra storica al potere. Ad Agostino Depretis, leader politico incaricato da re Vittorio Emanuele di formare il nuovo governo, succedono negli anni a seguire Francesco Crispi e Giovanni Giolitti. L’avvento della sinistra porta importanti cambiamenti: nascono i primi partiti, viene abolita la tassa sul macinato ed esteso il diritto alla cittadinanza politica. Aumenta la mediazione tra società civile e Stato.</strong><span id="more-19"></span></p>
<h2>Lavoratori e socialisti</h2>
<p>Nel 1892 nasce il Partito dei Lavoratori Italiani, nel 1983 prende il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e nel 1985 il nome definitivo di Partito Socialista Italiano. Questo si dividerà, poco dopo la sua nascita, in tre correnti. Alla guida della corrente centrale si colloca Filippo Turati, noto per la sua linea moderata, mentre quella di sinistra annovera tra i suoi iscritti il giovane Benito Mussolini e quella di destra, corrente riformista, vede come guide Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi. Nel 1919 il Partito Socialista Italiano aderisce all’Internazionale Comunista. Un anno dopo i dirigenti della corrente riformista vengono espulsi dal partito.</p>
<h2>Livorno e la divisione</h2>
<p>Durante il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano nel 1921, ha luogo quella che è definita la scissione di Livorno. La corrente di sinistra, guidata da Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga, lascia la sala e convoca l’assemblea costitutiva che darà origine al Partito Comunista d’Italia. Nel 1924 Gramsci viene nominato segretario del partito che terrà il suo primo congresso a Lione, in Francia, perché costretto alla clandestinità a causa del decreto fascista che ne impone la soppressione. Nella battaglia alla diffusione del nazismo, comunisti e socialisti italiani si ritroveranno però nuovamente uniti come fronte popolare fino alla fine della grande guerra. Nel 1943, con lo scioglimento dell’Internazionale, il nome del partito di Gramsci e Togliatti viene modificato in Partito Comunista Italiano. Nel 1945 il PCI  partecipa al governo di unità nazionale che abbandona dopo due anni. I trent’anni a seguire lo vedono come importante partito collocato all’opposizione.</p>
<p>Foto: amio &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Materialismo e amicizia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 08:54:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Teoria e etica]]></category>
		<category><![CDATA[economista]]></category>
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		<description><![CDATA[Friedrich Engels (1820 – 1895), filosofo, economista e politico tedesco, incontra tra nel 1842 per la prima volta Karl Marx. Tra i due nasce un’amicizia basata sulla condivisione delle teorie di materialismo storico e materialismo dialettico, che durerà tutta la vita. Verità in movimento Mentre il pensiero di Marx considera la struttura economica al centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/09/berlin-denkmal-marx-engels.jpg" alt="Marx, Engels ed il materialismo." title="Marx e Engels" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-17" /><strong>Friedrich Engels (1820 – 1895), filosofo, economista e politico tedesco, incontra tra nel 1842 per la prima volta Karl Marx. Tra i due nasce un’amicizia basata sulla condivisione delle teorie di materialismo storico e materialismo dialettico, che durerà tutta la vita.</strong><span id="more-16"></span></p>
<h2>Verità in movimento</h2>
<p>Mentre il pensiero di Marx considera la struttura economica al centro di tutto (materialismo storico), Engels contrappone il suo metodo dialettico di concepire la scienza a quello della metafisica, adottato dalle scienze positiviste.  Il suo pensiero considera le cose ed i concetti come parte di un insieme concatenato in costante progressione ed evoluzione. La conoscenza non può essere quindi assoluta, ma deve contemplare la mobilità storica. La metafisica e l’assolutizzazione della scienza costituiscono, per Engels, il metodo del sapere teologico. Combattere, in ambito politico, questo tipo di conoscenza significa impedire che venga favorita una visione non dialettica, immobile, della politica del movimento dei lavoratori.</p>
<h2>Lo spettro è vivo</h2>
<p>Nel 1847 Engels partecipa al convegno londinese della Lega dei Giusti la quale, proprio durante questo incontro, decide di modificare il proprio nome in Lega dei Comunisti. Lo scopo di tale movimento è il passaggio del potere dalla borghesia al proletariato e l’abbattimento del vecchio modello sociale per l’attuazione di una nuova società senza né classi né proprietà privata. Appartiene a questo periodo storico la coniazione dello slogan Proletari di tutto il mondo unitevi! Nel 1848 Engels e Marx pubblicano a Londra il Manifesto del Partito Comunista, il cui incipit recita le note parole che esortano i comunisti di tutto il mondo a mostrare i loro volti le loro idee perché,  quello che si aggira per l’Europa e che qualcuno erroneamente crede uno spettro, altro non è che la potenza ormai riconosciuta  e temuta del comunismo. Il suo contenuto mette in evidenza i modelli sociali esistenti,  il divario tra borghesia e proletariato, la prevaricazione dei capitalisti sulle classi più povere che sfrutta senza scrupoli rendendole prigioniere della spersonalizzazione. La conclusione è la chiamata alla rivoluzione di coloro che non hanno nulla da perdere. Ad esclusione delle catene. </p>
<p>Illustrazione: York &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il principio della guerra fredda</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 08:29:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fine della seconda guerra mondiale decreta la supremazia di due superpotenze contrapposte nella linea socio-economica oltre che in quella politica: l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America. Mentre la politica adottata dalla prima prevede l’applicazione del modello comunista, la seconda è basata sul pensiero democratico. Il blocco dominato dell’URSS comprende anche i paesi socialisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vivalasinistra.it/wp-content/uploads/2011/09/Singles-aus-Russland.jpg" alt="La guerra fredda." title="La Cattedrale di San Basilio di notte, Mosca" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-13" /><strong>La fine della seconda guerra mondiale decreta la supremazia di due superpotenze contrapposte nella linea socio-economica oltre che in quella politica: l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America. Mentre la politica adottata dalla prima prevede l’applicazione del modello comunista, la seconda è basata sul pensiero democratico. Il blocco dominato dell’URSS comprende anche i paesi socialisti dell’Europa dell’est mentre quello capeggiato dagli USA ingloba le nazioni democratiche dell’Europa occidentale. I due blocchi detengono potenzialmente il potere di distruzione reciproca ma non lo metteranno in atto.</strong><span id="more-10"></span></p>
<h2>Dalle macerie rinascono i partiti</h2>
<p>Gli ingenti danni che l’Italia ha subito durante la seconda guerra mondiale, comprendono anche il settore industriale. L’inflazione è alle stelle e i prezzi d’acquisto crescono a dismisura; la disoccupazione è in aumento. Il paese, alle prese con la ricostruzione, ridefinisce anche la propria linea politica. Rinascono, in questo periodo, i partiti politici (Democrazia Cristiana, Partito Comunista) e ne emergono alcuni nuovi (Partito Repubblicano, Partito Liberale, Fronte dell’Uomo Qualunque). </p>
<h2>Il popolo sceglie la repubblica</h2>
<p>Nel 1944 nasce il governo capeggiato da Bonomi, che avrà vita breve a causa dei disaccordi in merito all’allontanamento dalle cariche pubbliche coloro che erano stati coinvolti nella dittatura nazifascista. Sarà l’antifascista Parri a guidare il governo successivo che istituisce una Consulta nazionale la cui funzione è quella di collaborazione con il governo. Dopo un anno, il governo passa sotto la guida di Alcide De Gasperi mentre gli italiani sono divisi tra chi si dichiara a favore della repubblica e chi vuole la monarchia. Nel 1946 il risultato di una votazione costringerà Umberto Savoia a rinunciare al trono: il popolo italiano ha scelto la repubblica. Sempre nello stesso anno in Italia, la Democrazia Cristiana vince le prime elezioni democratiche che contano anche i voti delle donne. Il Partito Comunista, guidato da Palmiro Togliatti, partecipa al governo ma lo abbandonerà dopo due anni. Sempre nello stesso anno, viene redatta la nuova carta costituzionale che dal 1 gennaio 1948 entrerà in vigore.</p>
<p>Illustrazione: Posztós János &#8211; Fotolia</p>
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