Storia della sinistra italiana: un governo più vicino alla società civile

Aug 2, 2011 da polisini

La sinsitra in ItaliaE’ il 1876 quando, per la prima volta in Italia, si parla di sinistra in senso politico. E’ questo il periodo della sinistra storica al potere. Ad Agostino Depretis, leader politico incaricato da re Vittorio Emanuele di formare il nuovo governo, succedono negli anni a seguire Francesco Crispi e Giovanni Giolitti. L’avvento della sinistra porta importanti cambiamenti: nascono i primi partiti, viene abolita la tassa sul macinato ed esteso il diritto alla cittadinanza politica. Aumenta la mediazione tra società civile e Stato.

Lavoratori e socialisti

Nel 1892 nasce il Partito dei Lavoratori Italiani, nel 1983 prende il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e nel 1985 il nome definitivo di Partito Socialista Italiano. Questo si dividerà, poco dopo la sua nascita, in tre correnti. Alla guida della corrente centrale si colloca Filippo Turati, noto per la sua linea moderata, mentre quella di sinistra annovera tra i suoi iscritti il giovane Benito Mussolini e quella di destra, corrente riformista, vede come guide Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi. Nel 1919 il Partito Socialista Italiano aderisce all’Internazionale Comunista. Un anno dopo i dirigenti della corrente riformista vengono espulsi dal partito.

Livorno e la divisione

Durante il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano nel 1921, ha luogo quella che è definita la scissione di Livorno. La corrente di sinistra, guidata da Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga, lascia la sala e convoca l’assemblea costitutiva che darà origine al Partito Comunista d’Italia. Nel 1924 Gramsci viene nominato segretario del partito che terrà il suo primo congresso a Lione, in Francia, perché costretto alla clandestinità a causa del decreto fascista che ne impone la soppressione. Nella battaglia alla diffusione del nazismo, comunisti e socialisti italiani si ritroveranno però nuovamente uniti come fronte popolare fino alla fine della grande guerra. Nel 1943, con lo scioglimento dell’Internazionale, il nome del partito di Gramsci e Togliatti viene modificato in Partito Comunista Italiano. Nel 1945 il PCI partecipa al governo di unità nazionale che abbandona dopo due anni. I trent’anni a seguire lo vedono come importante partito collocato all’opposizione.

Foto: amio – Fotolia

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