Il comunismo in Italia dal ’46 ai giorni nostri
Attualmente in Italia occorre parlare di centro-sinistra per indicare l’area politica che si ispira ai valori storici del comunismo. Spostandoci dall’estrema sinistra verso il centro troviamo il Partito dei Comunisti Italiani (Pdci) di Oliviero Diliberto, Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) che ha come leader Nichi Vendola, e il Partito Democratico (Pd) di Pier Luigi Bersani.
Dal ’46 agli anni ‘70
Il Pci nel 1946 aveva quasi due milioni di iscritti. Partecipò ai governi del Dopoguerra assieme alla Dc e al Psi sino al maggio del 1947. Negli anni che seguirono, in piena guerra fredda, il partito non modificò l’impostazione del proprio programma approvata col congresso del 1946 e durante il quale fu delineato il percorso dell’Italia verso il socialismo. Continuò perciò a sviluppare la propria battaglia sul terreno democratico, a differenza di quanto accadeva nel partito sovietico, proprio al fine di difendere e attuare la Costituzione repubblicana. Anche dopo la morte di Togliatti e l’assegnazione della segreteria a Luigi Longo, la linea del partito restò immutata puntando alla strategia delle riforme. L’ala sinistra del partito si schierò contro questa linea politica e la polemica interna esplose nel 1968.
Tra compromesso storico e la scissione degli anni Novanta
Nel ’78 il Pci entrò nella maggioranza di governo attribuendo la fiducia all’esecutivo di Andreotti. Erano gli anni del compromesso storico fortemente voluto dal segretario Enrico Berlinguer, che prevedeva sul piano interno il fronte politico comune con la Dc e sul fronte esterno la spaccatura con la linea politica dell’Urss. Nel 1979 però il Pci uscì dal governo a causa delle violente polemiche con il Psi in relazione all’assassinio di Aldo Moro e a divergenze sul piano ideologico. Nel 1980 Berlinguer propose un accordo di governo che ridimensionasse il potere della Dc e prevedesse l’unione delle sinistre con la partecipazione dei partiti laici. Il sorpasso del Pci sulla Dc si registrò nelle elezioni europee del 1984. Lo scioglimento del Pci avvenne il 3 febbraio 1991 trasformandosi sotto la guida di Achille Occhetto in Partito Democratico della Sinistra (Pds). Un’area minoritaria diede vita a Rifondazione Comunista (Prc) guidato da Fausto Bertinotti. Il resto è storia di oggi.
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