Enrico Berlinguer: l’uomo della classe operaia
Enrico Berlinguer fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 al 1984, anno della sua morte. Sebbene fosse nato in una famiglia della nobiltà terriera sassarese e fosse cresciuto, grazie al lavoro del padre che era avvocato e deputato socialista, frequentando un ambiente culturalmente elevato, Berlinguer è conosciuto come il rappresentante politico degli operai.
Il pensiero politico
La prima elezione alla Camera dei Deputati risale al 1968 e in quell’anno, passato alla storia per le lotte del movimento studentesco, Berlinguer cercò di rappresentare al meglio la corrente popolare del partito. Alla conferenza internazionale del Pci a Mosca nel 1969 si trovò in disaccordo con lo schieramento sovietico e decise di non firmare il rapporto finale, biasimando gli scontri di Praga. Nel pieno degli “anni di piombo” Berlinguer sostenne la linea della fermezza condannando i tanti che, nel suo stesso partito, non combattevano per i diritti della operai ma remavamo contro la pacificazione del paese, dando loro l’appellativo di nuovi fascisti, organizzatori di un nuovo squadrismo avente come bersaglio principale il movimento operaio e il Pci. Berlinguer pensava che il privilegio andasse combattuto e distrutto ad ogni costo; che i poveri, gli emarginati e gli svantaggiati dovevano avere maggiori possibilità di far sentire la propria voce, avere un maggior peso nelle decisioni politiche prese, essere difesi e avere la possibilità di cambiare la propria condizione. I bisogni sociali e umani, spesso ignorati, dovrebbero essere, secondo il pensiero del politico, invece soddisfatti con priorità rispetto ad altri. La professionalità e il merito sempre premiati e la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica sempre garantita. Un pensiero, quello di Berlinguer, ancora oggi attualissimo.
Gli operai
Berlinguer era convinto che in piena crisi economica degli anni ’70 sarebbero state le classi più deboli, come gli operai, a pagare lo scotto dei conti statali in rosso. Egli sostenne la linea dell’austerity non finalizzata alla riproposizione dello stesso modello di sviluppo socio-economico, ma al ribaltamento del modello capitalistico e del suo immobilismo. Secondo Berlinguer la lotta per il lavoro porta all’uomo la dignità e che il segreto per sfuggire al vecchio ordine fondato sul privilegio e l’ingiustizia è unirsi, fare rete: studenti, giovani e lavoratori.
Immagine: Helder Almeida – Fotolia




