Materialismo e amicizia

Jul 31, 2011 da polisini

Marx, Engels ed il materialismo.Friedrich Engels (1820 – 1895), filosofo, economista e politico tedesco, incontra tra nel 1842 per la prima volta Karl Marx. Tra i due nasce un’amicizia basata sulla condivisione delle teorie di materialismo storico e materialismo dialettico, che durerà tutta la vita.

Verità in movimento

Mentre il pensiero di Marx considera la struttura economica al centro di tutto (materialismo storico), Engels contrappone il suo metodo dialettico di concepire la scienza a quello della metafisica, adottato dalle scienze positiviste. Il suo pensiero considera le cose ed i concetti come parte di un insieme concatenato in costante progressione ed evoluzione. La conoscenza non può essere quindi assoluta, ma deve contemplare la mobilità storica. La metafisica e l’assolutizzazione della scienza costituiscono, per Engels, il metodo del sapere teologico. Combattere, in ambito politico, questo tipo di conoscenza significa impedire che venga favorita una visione non dialettica, immobile, della politica del movimento dei lavoratori.

Lo spettro è vivo

Nel 1847 Engels partecipa al convegno londinese della Lega dei Giusti la quale, proprio durante questo incontro, decide di modificare il proprio nome in Lega dei Comunisti. Lo scopo di tale movimento è il passaggio del potere dalla borghesia al proletariato e l’abbattimento del vecchio modello sociale per l’attuazione di una nuova società senza né classi né proprietà privata. Appartiene a questo periodo storico la coniazione dello slogan Proletari di tutto il mondo unitevi! Nel 1848 Engels e Marx pubblicano a Londra il Manifesto del Partito Comunista, il cui incipit recita le note parole che esortano i comunisti di tutto il mondo a mostrare i loro volti le loro idee perché, quello che si aggira per l’Europa e che qualcuno erroneamente crede uno spettro, altro non è che la potenza ormai riconosciuta e temuta del comunismo. Il suo contenuto mette in evidenza i modelli sociali esistenti, il divario tra borghesia e proletariato, la prevaricazione dei capitalisti sulle classi più povere che sfrutta senza scrupoli rendendole prigioniere della spersonalizzazione. La conclusione è la chiamata alla rivoluzione di coloro che non hanno nulla da perdere. Ad esclusione delle catene.

Illustrazione: York – Fotolia

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