Il principio della guerra fredda
La fine della seconda guerra mondiale decreta la supremazia di due superpotenze contrapposte nella linea socio-economica oltre che in quella politica: l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America. Mentre la politica adottata dalla prima prevede l’applicazione del modello comunista, la seconda è basata sul pensiero democratico. Il blocco dominato dell’URSS comprende anche i paesi socialisti dell’Europa dell’est mentre quello capeggiato dagli USA ingloba le nazioni democratiche dell’Europa occidentale. I due blocchi detengono potenzialmente il potere di distruzione reciproca ma non lo metteranno in atto.
Dalle macerie rinascono i partiti
Gli ingenti danni che l’Italia ha subito durante la seconda guerra mondiale, comprendono anche il settore industriale. L’inflazione è alle stelle e i prezzi d’acquisto crescono a dismisura; la disoccupazione è in aumento. Il paese, alle prese con la ricostruzione, ridefinisce anche la propria linea politica. Rinascono, in questo periodo, i partiti politici (Democrazia Cristiana, Partito Comunista) e ne emergono alcuni nuovi (Partito Repubblicano, Partito Liberale, Fronte dell’Uomo Qualunque).
Il popolo sceglie la repubblica
Nel 1944 nasce il governo capeggiato da Bonomi, che avrà vita breve a causa dei disaccordi in merito all’allontanamento dalle cariche pubbliche coloro che erano stati coinvolti nella dittatura nazifascista. Sarà l’antifascista Parri a guidare il governo successivo che istituisce una Consulta nazionale la cui funzione è quella di collaborazione con il governo. Dopo un anno, il governo passa sotto la guida di Alcide De Gasperi mentre gli italiani sono divisi tra chi si dichiara a favore della repubblica e chi vuole la monarchia. Nel 1946 il risultato di una votazione costringerà Umberto Savoia a rinunciare al trono: il popolo italiano ha scelto la repubblica. Sempre nello stesso anno in Italia, la Democrazia Cristiana vince le prime elezioni democratiche che contano anche i voti delle donne. Il Partito Comunista, guidato da Palmiro Togliatti, partecipa al governo ma lo abbandonerà dopo due anni. Sempre nello stesso anno, viene redatta la nuova carta costituzionale che dal 1 gennaio 1948 entrerà in vigore.
Illustrazione: Posztós János – Fotolia




